L'identità e la differenza sessuale oggi più che mai sono temi polarizzanti e stereotipati: da un lato se ne accentuano le diversità, alimentando una narrazione che mette uomo e donna in contrapposizione. Dal dolore che questa contrapposizione genera e per cercare di sanarlo nasce il secondo fraintendimento: voler livellare a tutti costi le differenze, renderle fluide, mescolarle, nasconderle.
C'è anche un rischio più sottile, soprattutto fra i cattolici, quello di dare delle categorie a maschile e femminile dentro cui muoversi, che tendono a generare una falsa sicurezza interiore, dentro la quale sentirsi giusti, "a posto", giustificati davanti alla diversità dell'altro.
Ma se l'altro non mi interroga su di me, che senso ha il mio essere uomo o donna?
Qual è il progetto originario sul maschile e il femminile?
Come poter mettere da parte le ideologie e le frizioni per accogliere la relazione, anzi il Mistero della Relazione uomo donna?
Qual è il piano originario in cui si scrive la vocazione all'Amore di ogni essere umano?
Giovanni Paolo II direbbe che la differenza sessuale è una promessa di comunione..ma con Chi?
In Gen 1,27 Dio crea l'uomo a Sua immagine e somiglianza e prima di ogni riflessione è essenziale soffermarsi su questo apparente dettaglio: conoscere l'Amore da cui proveniamo, il dono che prima di tutto è per te, è per me. La comprensione, la conoscenza di tutto nasce da quell' Amore che diventa nutrimento, spiegazione, misura di ogni cosa. Dentro a questo progetto io sono, faccio esperienza di essere creato/a dall'eternità e per la pienezza del dono. "Siamo fatti per amare" è il titolo del libro di Rachele, che significa che è in nome di quell'amore che vivo, che batte il mio cuore, che sogno, che... amo!
Le difficoltà di oggi vengono tutte da qui, dall'aver perso questa Fonte a cui abbeverarci, dal fare la dolorosa esperienza che siamo feriti, fratturati, sanguinanti e ugualmente bisognosi, anche quando tentiamo di fuggire o di raccontarci che siamo autosufficienti.
"Dio vide che era cosa molto buona" ...cosa ha visto Dio? Che l'uomo e la donna facendo esperienza di reciprocità possono godere di una comunione totale, come presenza reale di Dio tra loro. E tutto questo passa per la nudità, una nudità di anima, mente e corpo che permette di gustare nell'altro la bellezza del piano d'Amore di Dio per l'essere umano...tutto bellissimo, ma quindi? Quindi, nonostante questa meravigliosa chiamata originaria sia stata distorta dal intervento del maligno, resta vivamente scritta nei nostri corpi! Dio sceglie le tue ferite per amarti, perché tu possa essere libero di amare! Questo è il vero talento, un luogo in cui fare spazio per contenere l'Amore, un vuoto che si fa pienezza. Una ferita che si fa feritoia.
L'uomo che svela la donna, la donna che svela l'uomo. Nella reciproca nudità donata, con tutto il suo bagaglio di ferite, "io sono per te e tu sei per me" e insieme facciamo esperienza del Mistero di Dio. Un Mistero che tramuta una tomba di morte in un sepolcro di risurrezione. Una Croce che si fa Vita Piena. Quante volte concretamente l'altro getta sale sulle mie ferite e io sulle sue? Quanto brucia? Ma se questa fosse un'occasione, una Grazia, perché il nostro amore prenda più sapore, il gusto dall'eternità?
Scegliendo di lasciare che Dio tocchi le mie ferite con la mano dell'altro si compie una guarigione profonda, che passa dal mio rapporto con Dio che si fa presente per me in te. Questo è il Mistero dell'una caro, del rispondere insieme a una bellezza più grande che illumina entrambi. Questa è una rivelazione continua, viva nella relazione di reciprocità: l'intuizione femminile porta l'uomo nelle profondità del grembo, l'uomo generato a nuova vita porta la donna verso il Cielo, direziona la sua profondità verso l'alto. La donna genera l'uomo restituendogli la misura con cui amare, l'uomo feconda la donna restituendole la sua identità in pienezza portandola a superarsi. La donna è casa, l'uomo pietra angolare.
La fisiologia risponde a questo amore che abbiamo dentro, che abbiamo scritto nel corpo. Ecco perché il nostro corpo è il più grande dono, una mappa incarnata della strada verso la gioia piena.
L'invito è, in conclusione, quello di lasciarsi interrogare dal queste differenze, da queste apparenti polarità, di non cadere nel tranello della divisione, perché nella loro dinamica sta la vera sorgente dell'Amore! Tu sei dono per me e io per te e questo cambia Il modo di vivere e vedere le cose... e fa tutta la differenza!

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