La sfida della società moderna
La nostra società sembra aver smarrito la fiducia nell’istinto genitoriale. Oggi, la competenza della madre e del padre, viene spesso delegittimata lasciando spazio a ciò che viene chiamato "violenza ostetrica". Tale fenomeno può manifestarsi in forma attiva, quindi attraverso comportamenti visibili intenzionali e non rispettosi, o in forma passiva attraverso negligenza, indifferenza e linguaggio svalutante.
Un ritorno alle origini
Il contrasto con il passato è evidente: in diverse civiltà antiche, il rispetto per la gestazione superava di gran lunga la visione meccanicista e automatica odierna. Ad esempio, nelle tribù del Gabon del Nord, la gravidanza è celebrata come un evento sacro: la madre viene preservata da parole aspre e negative per evitare che quest’ultime influenzino le percezioni fetali. Ancora, nella cultura greca si riconosceva la necessità di sollevare la donna incinta dalle fatiche quotidiane. Oggi, purtroppo, assistiamo ad una riduzione della donna a “macchina biologica”, un contenitore deputato al parto il cui mondo interiore viene spesso ignorato. Si dimentica che solo la madre vive per nove lunghi e intensi mesi in ascolto costante con il feto. Il legame madre-bambino sfugge alla razionalità e agli studi dei grandi teorici. È un legame sacro, un dialogo silenzioso che parte dal giorno zero e che merita di essere riconosciuto, rispettato e protetto. Reclamare l’importanza di queste percezioni significa restituire dignità alla donna, alla coppia genitoriale e alla Vita stessa.
Conoscere per prevenire
Conoscere per prevenire: è questa la missione del gruppo del Talento, che accorcia le distanze tra le persone attraverso la divulgazione e il supporto reciproco. C’è un valore immenso nella vicinanza tra famiglie: aprirsi, raccontare la propria storia e confrontarsi permette di trasformare l’esperienza individuale in una risorsa collettiva, capace di illuminare il percorso di chi si sente ancora smarrito o poco informato.
Anna Marchi
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